Fattura con Billy

Le novità della Legge di Stabilità 2015 in materia di Iva e di autotrasporto (1 di 2)

La Legge 23.12.2014 n. 190 (c.d. “Legge di stabilità”) contiene la maggior parte delle novità fiscali di riferimento per il corrente anno ed è in vigore dall’1.1.2015. I contenuti più significativi della legge di stabilità verranno analizzati mediante 2 articoli allo scopo di semplificare la lettura.

Di seguito vengono esposte le principali novità in materia di Iva e autotrasporto contenute nel decreto.

Il “Reverse charge” – estensione ambito applicativo

Il “reverse charge” (o inversione contabile) è un meccanismo derogatorio rispetto all’ordinario sistema dell’Iva. Per effetto di tale meccanismo, l’obbligo di assolvere l’imposta ricade sul cessionario o committente dell’operazione. Pertanto:

  • il cedente (fornitore) emette fattura senza applicazione dell’iva e indica la seguente dicitura: “Operazione senza addebito di Iva soggetta al regime del “reverse charge”, non soggetta IVA ai sensi dell’art.17 comma 6 DPR 633/72”;
  • il cessionario/committente integra la fattura ricevuta applicando l’imposta e la registra nel registro degli acquisti, emette autofattura e la registra nel registro delle fatture emesse. L’effetto dell’imposta è quindi neutrale.

A decorrere dall’1.1.2015, il meccanismo del “reverse charge”, già previsto per determinate operazioni, viene ora esteso anche a:

  • prestazioni effettuate su edifici di:

    • pulizia,
    • demolizione
    • installazione di impianti
    • completamento
  • trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra;
  • trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla direttiva 2003/87/CE;
  • trasferimenti di certificati relativi al gas e all’energia elettrica;
  • cessioni di gas e di energia elettrica a un soggetto passivo-rivenditore (ad esempio il GSE);
  • cessioni di bancali in legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo (in quanto assoggettate, in base alle nuove disposizioni, al regime iva dei “rottami”).

Per le operazioni di cui ai punti b), c), d) ed e), il meccanismo del “reverse charge” è applicabile per un periodo di 4 anni.

Il reverse charge è stato altresì esteso alle cessioni di beni effettuate nei confronti di ipermercati, supermercati e discount alimentari. L’entrata in vigore quest’ultima disposizione è però subordinata ad una specifica autorizzazione del Consiglio europeo. In attesa di tale autorizzazione, al momento, per le cessioni di beni effettuate nei confronti di ipermercati, supermercati e discount alimentari continua l’applicazione del sistema dell’Iva ordinario.

Lo “split payment”

È stato introdotto il meccanismo dello “split payment” che consiste in un nuovo metodo di versamento dell’IVA relativa alle cessioni di beni o prestazioni di servizi effettuate nei confronti dei seguenti soggetti (ancorchè non rivestano la qualità di soggetto passivo dell’IVA):

  • Stato;
  • organi dello Stato ancorchè dotati di personalità giuridica;
  • enti pubblici territoriali e i consorzi tra essi costituti;
  • Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura;
  • istituti universitari;
  • aziende sanitarie locali (ASL);
  • enti ospedalieri;
  • enti pubblici di ricovero e cura avente prevalente carattere scientifico;
  • enti pubblici di assistenza e beneficienza;
  • enti pubblici di previdenza.

Modalità applicative

Con il meccanismo dello split payment l’Ente pubblico che riceve la fattura è tenuto al versamento dell’IVA, indicata in fattura, direttamente all’Erario e non al fornitore. Pertanto:

  • il fornitore dei beni e servizi:

    • emette la fattura all’Ente pubblico con addebito dell’iva come di consueto;
    • indica nella fattura che l’IVA è a carico dell’Ente Pubblico ex art. 17-ter, DPR n. 633/72.
  • l’Ente pubblico che riceve la fattura, paga:

    • al fornitore, il corrispettivo indicato in fattura al netto dell’IVA;
    • all’Erario, l’IVA indicata in fattura.

Efficacia temporale

Nonostante il metodo dello “split payment” sia in attesa di autorizzazione da parte dell’Unione Europea, si applica comunque alle operazioni fatturate a partire dall’1.1.2015, per le quali l’IVA è esigibile successivamente a tale data.

In merito all’esigibilità dell’IVA, si precisa che essa si realizza:

  • al momento del pagamento della fattura da parte dell’Ente Pubblico; oppure
  • al momento della ricezione della fattura, su opzione dell’Ente Pubblico.

Si sottolinea inoltre che per le fatture emesse fino al 31.12.2014, anche se il pagamento sarà effettuato a partire dall’1.1.2015 non si applica il nuovo metodo dello “split payment”.

Effetti sull’Ente Pubblico

L’ente pubblico è tenuto al versamento dell’IVA mediante una delle seguenti modalità:

  • con un distinto versamento per ciascuna fattura la cui IVA è divenuta esigibile;
  • in ciascun giorno del mese, con un distinto versamento dell’IVA dovuta con riferimento a tutte le fatture per cui l’imposta è divenuta esigibile in tale giorno;
  • entro il giorno 16 di ogni mese, con un versamento cumulativo dell’IVA dovuta considerando tutte le fatture per le quali l’imposta è divenuta esigibile nel mese precedente.

È prevista, in capo all’Ente pubblico, la sanzione del 30% in caso di omesso o tardivo versamento dell’imposta. Per le modalità di pagamento bisogna attendere apposito provvedimento dell’Amministrazione Finanziaria.

Effetti sul fornitore dei beni/servizi

  • Il cedente/prestatore incassando dall’Ente pubblico solo il corrispettivo e non l’IVA dovrà operare una rettifica in diminuzione dell’IVA a debito da considerare in sede di liquidazione periodica pari all’importo dell’IVA non riscossa per effetto dell’applicazione nuovo regime; da un punto di vista contabile tale rettifica può essere effettuata o contestualmente alla registrazione della fattura o con apposita scrittura;
  • al cedente/prestatore che, conseguentemente, subirà un aumento del credito IVA nei confronti dell’Erario è riconosciuta la possibilità di effettuare istanza di rimborso del credito Iva (annuale o trimestrale) “in via prioritaria” limitatamente al credito rimborsabile relativo alle operazioni per quali è applicato lo “split payment”.

Esclusioni

L’applicazione dello “split payment” è esclusa nei seguenti casi:

  • per le operazioni in cui l’Ente pubblico assume la qualifica di debitore d’imposta, ossia per gli acquisti di beni o prestazioni di servizi soggetti al reverse charge;
  • per i compensi dei lavoratori autonomi relativi a servizi assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta sul reddito.

Variazione aliquote IVA

A partire dall’1.1.2015:

  • l’aliquota IVA per gli e-book, ossia i libri e i periodici in formato elettronico, è stata ridotta passando dal 22% al 4%.
  • l’aliquota IVA applicabile alle cessioni di pallet è aumentata, passando dal 10% al 22%.

Clausola di salvaguardia – aumento aliquote Iva dal 2016

È stato previsto inoltre l’aumento delle seguenti aliquote:

  • aliquota IVA del 10% che passa al:

    • 12% a partire dall’1.1.2016
    • 13% a partire dall’1.1.2017;
  • aliquota IVA del 22% che passa al:

    • 24% a partire dall’1.1.2016
    • 25% a partire dall’1.1.2017
    • 25,5% a partire dall’1.1.2018.

Tuttavia una clausola di salvaguardia stabilisce che l’aumento di tali aliquote non sarà applicato qualora siano adottati specifici Provvedimenti che assicurino maggiori entrate o riduzioni di spesa mediante interventi di razionalizzazione della spesa pubblica.

Modifiche della normativa in materia di autotrasporto

È stato modificato il D.Lgs. n.286/2005 introducendo le novità di seguito esposte che hanno validità a partire dall’1.1.2015.

  • È stabilito che si considera:

    • vettore: anche l’impresa iscritta all’albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per conto terzi associata a una cooperativa, aderente a un consorzio o parte di una rete d’imprese, nel caso in cui esegua prestazioni di trasporto ad essa affidate dal raggruppamento cui aderisce;
    • committente: anche l’impresa iscritta all’albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per conto terzi che stipula contratti scritti e svolge servizi di deposito, movimentazione e lavorazione della merce, connessi o preliminari all’affidamento del trasporto.
  • È stata inoltre meglio qualificata la figura del sub-vettore definita come l’impresa iscritta all’albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per conto terzi che svolge un servizio di trasporto su incarico di un altro vettore. Nello specifico, è stabilito:

    • che il vettore incaricato della prestazione di un servizio di trasporto può avvalersi di sub-vettori, in accordo con il committente. Nel caso in cui il vettore si affidi ad un sub- vettore senza il consenso del committente, il contratto può essere risolto per inadempimento, fatto salvo il pagamento del compenso pattuito per le prestazioni già eseguite.
    • il divieto per il sub-vettore di affidare, a sua volta, lo svolgimento della prestazione di trasporto ad un altro vettore. La violazione di tale divieto comporta la nullità de lcontratto e il sub-vettore successivo al primo ha diritto a percepire il compenso già previsto per il primo sub-vettore.
  • È stata definitivamente soppressa la scheda di trasporto. Pertanto, è ora previsto l’utilizzo esclusivo del documento di trasporto.

Modifiche del D.L. n. 112/2008 sempre in materia di autotrasporto

È stato modificato il D.Lgs. n. 286/2005 introducendo rilevanti novità di seguito riepilogate che hanno validità a partire dall’1.1.2015.

Sono stati aboliti i c.d. “costi minimi” in quanto dichiarati illegittimi dalla Corte dell’Unione Europea. Per effetto di tale abolizione, il corrispettivo dovuto al vettore non deve più essere tale da consentire almeno la copertura dei costi minimi di esercizio, ma i prezzi e le condizioni sono rimessi all’autonomia negoziale delle parti, tenuto conto dei principi di adeguatezza in materia di sicurezza stradale e sociale.

È stata introdotta la responsabilità solidale del committente con il vettore e con ciascuno degli eventuali sub-vettori, entro il limite di un anno dalla cessazione del contratto di trasporto. In particolare:

  • se il contratto di trasporto è stipulato in forma scritta, il committente è obbligato in solido con il vettore e con ciascuno degli eventuali sub-vettori, a corrispondere:

    • i trattamenti retributivi ai lavoratori
    • i contributi previdenziali e i premi assicurativi agli enti competenti
      dovuti limitatamente alle prestazioni ricevute nel corso della durata del contratto di trasporto stipulato. Sulle somme eventualmente pagate come responsabile in solido, il committente può esercitare la rivalsa nei confronti del vettore. Le sanzioni amministrative dovute in relazione alla mancata corresponsione di quanto sopra elencato, rimangono comunque a carico del responsabile dell’inadempimento, rimanendo, quindi, escluse dalla responsabilità solidale.
  • se il contratto di trasporto è stipulato in forma non scritta il committente è obbligato in solido con il vettore e con ciascuno degli eventuali sub-vettori, oltre che a corrispondere:

    • i trattamenti retributivi ai lavoratori
    • i contributi previdenziali e i premi assicurativi agli enti competenti ad assumersi anche gli oneri relativi all’inadempimento degli obblighi fiscali (es. versamento ritenute Irpef) e alle violazioni del Codice della Strada commesse nell’espletamento del servizio di trasporto per suo conto eseguito (es. multe).

La responsabilità solidale è esclusa se il committente verifica la regolarità del vettore, ossia:

  • dall’1.1.2015, attraverso la richiesta al vettore di copia del DURC in corso di validità;
  • successivamente, previa specifica delibera in corso di adozione, attraverso l’accesso ad un’apposita sezione del portale internet attivato dall’Albo Nazionale degli autotrasportatori (bisognerà quindi attendere l’attivazione di apposite procedure software da parte dell’Albo).

È stato previsto che in caso di mancato pagamento del corrispettivo relativo ai contratti di trasporto di merci su strada entro il termine massimo, stabilito generalmente in 60 gg dalla data di emissione della fattura (o diverso termine stabilito dalle parti), è applicabile una sanzione del 10% dell’importo della singola fattura e comunque non inferiore a € 1.000,00 (la sanzione può essere erogata dall’Agenzia delle Entrate o dalla Guardia di Finanza).

È stato stabilito che solo le nuove imprese che si iscrivono all’Albo degli Autotrasportatori, possono dimostrare il requisito della capacità finanziaria (requisito essenziale per l’iscrizione e per il mantenimento della stessa):

  • anche sotto forma di assicurazione di responsabilità professionale
  • solo per i primi 2 anni di attività.

A partire dal terzo anno è necessario dimostrare il requisito della capacità finanziaria attraverso la certificazione di un Revisore legale oppure attraverso una fideiussione bancaria o assicurativa.

Sono state soppresse le disposizioni che disciplinavano:

  • i meccanismi di adeguamento dei corrispettivi dovuti dal committente, in ragione dell’aumento dei costi del carburante sostenuti dal vettore;
  • l’attività dell’Osservatorio sulle attività di autotrasporto relative alla:

    • determinazione mensile del costo medio del carburante per chilometro di percorrenza;
    • determinazione della quota percentuale dei costi di esercizio dell’impresa di autotrasporto rappresentata dai costi del carburante.

Credito d’imposta autotrasportatori

È stato stabilito che a partire dall’1.1.2015 il credito d’imposta relativo all’agevolazione sul gasolio per autotrazione riservato agli autotrasportatori con veicoli di massa complessiva pari o superiore a 7,5 t (nonchè agli enti pubblici e imprese pubbliche locali esercenti attività di trasporto ed agli enti pubblici e imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico per trasporto di persone):

  • non spetta più per i veicoli di categoria Euro 0 o inferiore
  • spetta nella misura del 100% per tutti gli altri veicoli.

La misura del beneficio riconoscibile per i consumi relativi al primo trimestre 2015 non è ancora stabilita. Si ricorda, invece che la misura stabilita per i consumi relativi all’ultimo trimestre 2014 era pari a € 216,58609 per mille litri di prodotto.