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L’Anagrafe dei conti a supporto della lotta all’evasione fiscale

Gli operatori finanziari, quali banche, poste e altri intermediari finanziari, sono tenuti ad effettuare determinate comunicazioni all’Anagrafe Tributaria, con cadenza mensile e annuale, al fine di supportare l’attività di accertamento e di selezionare le posizioni da sottoporre a verifica da parte del Fisco.

Si ricorda infatti che nell’obiettivo di rafforzamento delle attività volte al contrasto all’evasione, nel 2006 è stato istituito, con il Decreto Legge n. 223, l’Archivio dei Rapporti Finanziari, il quale è stato successivamente arricchito, in base alle disposizioni contenute nel D.L. n. 201 del 2011 c.d. “Salva Italia”, con ulteriori dati che devono essere sempre trasmessi dagli operatori finanziari.

Detta procedura, attinente l’attività di controllo e monitoraggio, ha subito ulteriori innovazioni con la Legge di stabilità 2015 ed il recente Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n.18269 del 10.02.2015. Di seguito viene esposto il quadro completo, allo stato attuale, di dette comunicazioni alla luce delle novità introdotte.

Tipologie di comunicazioni

Comunicazione mensile

Gli operatori finanziari, mensilmente, effettuano una comunicazione, in un’apposita sezione dell’Anagrafe Tributaria (comunemente conosciuta come “Archivio dei Rapporti Finanziari”) avente ad oggetto l’esistenza e la natura dei rapporti da essi intrattenuti con indicazione dei dati anagrafici dei soggetti titolari di detti rapporti, ivi compreso il codice fiscale. Detti rapporti possono consistere, ad esempio, nell’accessione di un conto corrente o di un mutuo.

Comunicazioni annuali

Gli stessi operatori finanziari, con cadenza annuale, effettuano obbligatoriamente una comunicazione avente ad oggetto:

  • i dati relativi a tutte le operazioni c.d. “fuori conto” o “allo sportello”, indipendentemente dall’importo dell’operazione ed effettuate da soggetti non titolari di un rapporto con l’intermediario in questione;
  • i dati relativi ai saldi iniziale e finale del rapporto in essere con l’intermediario, ossia i saldi rispettivamente al 1° gennaio e al 31 dicembre;
  • i dati relativi ai totali delle movimentazioni distinte tra dare e avere per ogni tipologia di rapporto, conteggiati su base annua;
  • i dati sulla giacenza media annua dei depositi e dei conti correnti bancari e postali (novità introdotta con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n.18269 del 10.02.2015, per il quale si è in attesa di un ulteriore Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate).

Si precisa inoltre che gli operatori finanziari sono tenuti a trasmettere anche ulteriori informazioni riguardanti il numero di accessi effettuati nell’anno presso le cassette di sicurezza, nonchè l’importo totale degli acquisti effettuati con carta di credito.

L’invio dei dati annuali – nuovi termini

Mentre le comunicazioni annuali relative ai dati attinenti gli anni 2011 e 2012 sono già state trasmesse rispettivamente entro il 31.10.2013 ed il 31.03.2014, quelle relative agli anni 2013 e 2014 non sono ancora state trasmesse dagli operatori finanziari in quanto l’invio era stato precedentemente sospeso dall’Amministrazione finanziaria.

Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n.18269 del 10.02.2015 ha ora fissato le scadenze anche per l’invio dei dati annuali relativi al 2013 e al 2014. In particolare:

  • i dati annuali relativi al 2013 dovranno essere trasmessi entro il 02.03.2015
  • i dati annuali relativi al 2014 dovranno essere trasmessi entro il 29.05.2015.

Inoltre, il Provvedimento prevede che a decorrere dal 2016 la comunicazione annuale entrerà a regime e dovrà essere trasmessa entro il 15 febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento, quindi ad esempio i dati annuali relativi al 2015 saranno trasmessi entro il 15.02.2016.

L’utilizzo dei dati da parte del Fisco

Le informazioni relative ai dati trasmessi mensilmente vengono utilizzate dal Fisco soprattutto in caso di indagini finanziarie.

Per quanto riguarda le informazioni relative ai dati trasmessi annualmente, la Legge di Stabilità 2015 ha apportato una modifica alla precedente disciplina, consentendo un utilizzo più ampio dei dati trasmessi all’Anagrafe Tributaria.
Infatti, mentre la norma precedente (D.l. 201/2011, art. 11 comma 4) disponeva che le informazioni presenti in Anagrafe Tributaria venivano utilizzate dall’Agenzia delle Entrate, limitatamente per la formazione di liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione, elaborate mediante procedure centralizzate, ora è stabilito che l’utilizzo di tali dati sarà più ampio e finalizzato ad una vera e propria analisi del rischio di evasione. Ciò allo scopo di migliorare e intensificare l’efficacia dell’attività accertativa volta a combattere l’evasione fiscale.

Si precisa inoltre che, sempre la Legge di Stabilità 2015, ha previsto che tra le informazioni trasmesse all’Anagrafe Tributaria, quelle relative ai dati sulla giacenza media annua dei depositi e dei conti correnti bancari e postali, saranno utilizzate anche al fine di controllare la veridicità della dichiarazione sostitutiva unica (DSU) per la determinazione dell’ISEE.
Si rammenta, infatti, che la DSU deve essere compilata dal contribuente per ottenere dall’INPS il valore dell’ISEE ed in tale dichiarazione deve essere indicato il dato sulla consistenza media del conto corrente, la cui veridicità, pertanto, sarà ora direttamente verificabile.

L’ampliamento del patrimonio dei dati a disposizione del Fisco necessita però delle dovute garanzie per le tutele di riservatezza dei contribuenti, le quali saranno rispettate, come anticipato dall’Agenzia delle Entrate, attraverso l’accesso delle informazioni limitato ai soli funzionari specializzati e sempre a livello centrale. Tuttavia, si sottolinea che l’ampliamento dei dati che saranno comunicati dagli operatori finanziari, rappresenta uno strumento che affina sempre di più le armi dell’Agenzia delle Entrato contro l’evasione fiscale.