Fattura con Billy

Credito d’imposta sugli investimenti

Il Decreto c.d. “Competitività” ha introdotto un’agevolazione che consente ai titolari di reddito d’impresa di usufruire di un credito d’imposta con riguardo agli investimenti effettuati in beni strumentali nuovi.

Come per la “Tremonti-ter”, l’agevolazione è riservata** esclusivamente ai soggetti titolari di reddito d’impresa residenti in Italia** (sono esclusi quindi i lavoratori autonomi).

Per i soggetti esercenti “attività industriali” considerate “a rischio di incidenti sul lavoro”, al fine di beneficiare dell’incentivo in esame, è necessario anche essere in possesso della documentazione attestante l’adempimento degli obblighi e delle prescrizioni previste da tale Decreto.

Spese agevolabili

Il beneficio è riconosciuto per gli investimenti di importo superiore a € 10.000 (per singolo bene):

  • effettuati dal 25.6.2014 al 30.6.2015;
  • in beni strumentali nuovi compresi nella divisione 28 della tabella Ateco 2007;
  • effettuati in strutture ubicate in Italia.

Il requisito della strumentalità

L’art. 18 del Decreto prevede espressamente che i beni oggetto dell’agevolazione devono essere strumentali all’attività d’impresa, diversamente dalla “Tremonti-ter” che riguardava anche i beni non strumentali, ad esclusione dei beni merce.

Il requisito della novità

Il requisito della novità costituisce un elemento portante dell’agevolazione e sussiste anche nel caso di:

  • nuovo macchinario mai entrato in funzione ed utilizzato solo a scopo dimostrativo o per esposizione;
  • beni complessi realizzati in economia anche con l’apporto di beni usati purchè il loro costo non risulti di entità prevalente rispetto al costo complessivamente sostenuto.

I beni strumentali agevolabili

Per l’individuazione dei beni oggetto dell’investimento occorre fare riferimento a quelli compresi nella divisione 28 della tabella Ateco 2007. Trattasi per lo più di macchinari e apparecchiature che intervengono meccanicamente e termicamente sui materiali o sui processi di lavorazione (sono esclusi in particolare gli immobili, gli automezzi, gli autoveicoli e gli arredi).

Si tenga presente inoltre che:

  • la tabella Ateco 2007, divisione 28, va utilizzata per individuare i beni agevolabili, indipendentemente dal settore produttivo di appartenenza del soggetto interessato;
  • la fruizione dell’agevolazione non è condizionata dall’entrata in funzione del bene oggetto dell’investimento;
  • l’agevolazione è garantita nelle ipotesi di beni realizzati da terzi, in appalto, ovvero in economia da parte dell'interessato, nonchè per quelli acquisiti in leasing;
  • il bene agevolabile può essere stato prodotto da imprese italiane o estere.

Determinazione dell'agevolazione

L’agevolazione si concretizza in un credito d’imposta pari al 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali agevolabili realizzati nei 5 periodi d’imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore.

In particolare gli investimenti realizzati nel periodo 25.6.2014 – 30.6.2015, vanno confrontati con la media dei 5 periodi d’imposta precedenti e sull’eccedenza spetta il predetto credito d’imposta nella misura del 15%.

Inizio attività e calcolo media

Come accennato, in relazione alla data in cui i soggetti beneficiari devono risultare in attività al fine di fruire del credito d’imposta in esame, è possibile distinguere le seguenti fattispecie:

  • imprese già in attività al 25.6.2014, con almeno 5 anni di attività; in tal caso il credito d’imposta è calcolato tenendo conto della media degli investimenti dei 5 periodi d’imposta precedenti.
  • imprese già in attività al 25.6.2014 da meno di 5 anni; in tale ipotesi, il credito d’imposta è calcolato con le stesse modalità previste per le imprese attive da più di 5 anni, tenendo conto tuttavia della media degli investimenti effettuati nei periodi d’imposta antecedenti a quello in corso al 25.6.2014.
  • imprese costituite dal 26.6.2014; per tale fattispecie può ritenersi valida l’interpretazione secondo cui tali soggetti potranno usufruire dell’agevolazione anche per il primo periodo d’imposta, nonostante non esista un periodo precedente con cui effettuare il confronto. Il credito d’imposta va determinato con riguardo agli investimenti effettuati nel periodo “agevolato” (in pratica il credito è pari al 15% dell’intero ammontare degli investimenti realizzati nel periodo 26.6.2014 – 30.6.2015).

Costo agevolato

Il costo del bene agevolabile va considerato al netto di eventuali contributi in conto impianti e comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione (ad esempio, spese di trasporto e di installazione). Costituisce, altresì, una componente del costo del bene agevolabile l’eventuale IVA totalmente indetraibile e gli eventuali interessi passivi che risultassero capitalizzabili secondo la normativa fiscale vigente.

Se il bene agevolabile è realizzato da terzi, a seguito di un contratto d’appalto, il relativo costo si considera sostenuto in base al citato art. 109, dal soggetto interessato / committente:

alla data di ultimazione della prestazione;

ovvero

in caso di SAL (stati avanzamento lavori), alla data in cui l’opera (macchinario o apparecchiatura) risulta verificata ed accettata dal committente. In tale ipotesi “sono agevolabili i corrispettivi liquidati... in base allo stato di avanzamento lavori”.

Per il bene agevolabile realizzato “in economia”, rilevano i correlati costi sostenuti nel periodo dal 25.6.2014 al 30.6.2015, applicando il criterio di competenza.

Sul punto l’Agenzia indica, a titolo di esempio, i costi di competenza relativi:

  • alla progettazione dell’investimento;
  • ai materiali acquistati ovvero quelli prelevati dal magazzino, quando l’acquisto di tali materiali non sia stato effettuato in modo specifico per la realizzazione del bene;
  • alla mano d’opera diretta;
  • agli ammortamenti dei beni strumentali impiegati nella realizzazione del bene;
  • ai costi industriali imputabili all’opera (stipendi dei tecnici, spese di mano d’opera, energia elettrica degli impianti, materiale e spese di manutenzione, forza motrice, lavorazioni esterne, ecc.).

Per i beni acquisiti con contratto di locazione finanziaria:

  • l’agevolazione spetta all’utilizzatore e non al concedente (società di leasing);
  • l’importo agevolabile è individuato nel costo sostenuto dal concedente.

Il momento di effettuazione dell’investimento, ai fini dell’agevolazione, coincide con il momento in cui l’utilizzatore entra nella disponibilità del bene. Non configura un investimento agevolabile l’acquisizione in proprietà del bene “riscattato”.

Modalità di utilizzo del credito

Come disposto dall’art. 18 il credito in esame:

  • va ripartito e utilizzato in 3 quote annuali di pari importo la prima delle quali utilizzabile a decorrere dall’1.1 del secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento, per cui:

    • investimenti 25.6 – 31.12.2014 – utilizzo credito d’imposta dall’1.1.2016 all’1.1.2018;
    • investimenti 1.1 – 30.6.2015 – utilizzo credito d’imposta dall’1.1.2017 all’1.1.2019;
  • è utilizzabile esclusivamente in** compensazione** tramite il mod.F24;
  • non è tassato ai fini IRPEF/IRES e non concorre alla formazione del valore della produzione IRAP.

Cause di decadenza dell'agevolazione

Il credito d’imposta viene revocato in caso di:

  • cessione a terzi o destinazione dei beni agevolati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa prima del secondo periodo d’imposta successivo all’acquisto (per i beni in leasing va fatto riferimento alla cessione a terzi del contratto);
  • trasferimento dei beni agevolati, entro il 31.12 del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, in strutture produttive fuori del territorio italiano, anche se appartenenti al beneficiario dell’agevolazione.

In caso d’indebita fruizione il credito:

  • va restituito entro il termine per il versamento a saldo dell'imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si è verificata la decadenza;
  • è recuperato dall’Agenzia delle Entrate maggiorato di interessi e sanzioni.

Cumulabilità con altre agevolazioni

In merito alla possibilità di cumulare l’agevolazione in esame con altre agevolazioni, in mancanza di un espresso riferimento normativo circa la non cumulabilità, può ritenersi valido il principio generale espresso dall’Agenzia in occasione della “Tremonti-ter” per cui la stessa risultava cumulabile con altre agevolazioni salvo espressa esclusione da parte di queste ultime, anche in via generica.

Il credito in esame risulta cumulabile con l’agevolazione c.d. “Nuova Sabatini” che riconosce alle imprese la possibilità di accedere ad un contributo in conto esercizio, a parziale copertura degli interessi sul finanziamento contratto per l’acquisto di beni strumentali.